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I ricercatori dell’Ohio State università hanno messo a punto una batteria che funziona grazie all’energia solare, che garantisce maggiore efficienza rispetto a quella al litio.

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Gli accumulatori di energia, detti anche batterie o pile, sono presenti in molti degli apparati alimentati ad energia elettrica che ci circondano e rendono la nostra vita di tutti i giorni un po' migliore. Autonomia, tempo di ricarica, peso e dimensioni sono i fattori critici per lo sviluppo in applicazioni quali i dispositivi portatili come smartphone, tablet e computer portatili. L'evoluzione degli accumulatori sarà particolarmente importante per la diffusione dell'auto elettrica. Segui tutto questo su iissvolta.it, il portale nominato in onore dell'inventore della batteria, il fisico genovese Alessandro Volta. Buona lettura!

La nuova batteria ricaricabile ad energia solare

Presso questo istituto, infatti, si era messa a punto la prima batteria solare del mondo, che però poteva funzionare solo attraverso un flusso di aria al suo interno, e usando come composto elettrolitico il perclorato di litio e il solfossido dimetilico. Continuando a lavorare nella medesima direzione, ora Yiying Wu, professore di biochimica presso l’università dell’Ohio, ha rivelato alla rivista “Journal of the American Chemical Society” che è stata messa a punto una batteria fotovoltaica al cui interno non scorre aria, ma acqua. Questo la rende quindi biocompatibile, assai meno inquinante di ogni altra batteria ad oggi esistente, ma non solo. Sembra infatti che questo dispositivo abbia anche una capacità di carica superiore di circa il 20% rispetto alle normali batterie al litio che vengono comunemente utilizzate oggigiorno. Il professor Wu ha spiegato che la batteria in questione, che è detta anche “di flusso”, è rivestita da un pannello solare capace di catturare i raggi del sole e di trasformarli in energia. Il processo avviene in questo modo: gli elettroni catturati dal pannello fotovoltaico vengono convogliati all’interno della batteria grazie alla presenza di un elettrolita, che nel caso specifico è formato da acqua e ioduro di litio. Come si diceva quindi questo rende il dispositivo poco inquinante, e soprattutto garantisce una maggiore efficienza. La batteria fotovoltaica è infatti stata sottoposta ad un ciclo di carica e scarica per 25 volte, e i risultati ottenuti sono stati paragonati a quelli di una normale batteria al litio. In entrambe i dispositivi la tensione di scarica oscillava tra 3,3 e 3,6 Volt. La migliore performance l’ha però fornita la batteria di flusso, poiché, anche con la tensione minima, è in grado di ricaricarsi circa il 20% in più rispetto a quella al litio. Questi risultati si sono potuti ottenere soprattutto grazie all’adozione del titanio solido per costruire la struttura esterna della batteria, quindi il pannello fotovoltaico. I vantaggi che deriverebbero dalla possibilità di usare un accumulatore di carica del genere sono moltissimi: infatti esso appare assolutamente compatibile con tutti i tipi di devices attualmente in uso, è semplice da utilizzare e non è nociva per l’ambiente. I ricercatori dunque hanno intenzione di continuare nelle loro sperimentazioni, in quanto per il momento non c’è che un prototipo, dunque non ancora pronto per essere commercializzato. In base a quanto affermato da Billy McCulloch, uno degli autori di questa ricerca, l’obiettivo finale è di creare una batteria solare che si ricarichi al 100% e che quindi possa dare il massimo dell’efficienza possibile. In questo modo, si riuscirebbe a sopperire ad uno dei bisogno più grandi della comunità digitale, la possibilità di avere dispositivi con una lunga autonomia, e allo stesso tempo si riuscirebbe a farlo usando una fonte di energia rinnovabile e pulita. Un traguardo ambizioso, che ora sembra un po’ più vicino.