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In Francia i ricercatori del consorzio RS2E hanno messo a punto un prototipo di batteria agli ioni di sodio che è stato chiamato “18650”.

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Gli accumulatori di energia, detti anche batterie o pile, sono presenti in molti degli apparati alimentati ad energia elettrica che ci circondano e rendono la nostra vita di tutti i giorni un po' migliore. Autonomia, tempo di ricarica, peso e dimensioni sono i fattori critici per lo sviluppo in applicazioni quali i dispositivi portatili come smartphone, tablet e computer portatili. L'evoluzione degli accumulatori sarà particolarmente importante per la diffusione dell'auto elettrica. Segui tutto questo su iissvolta.it, il portale nominato in onore dell'inventore della batteria, il fisico genovese Alessandro Volta. Buona lettura!

Nasce la batteria agli ioni di sodio 18650

Forse non tutti sanno che questo tipo di batteria, che piano piano è andata a sostituire quelle al nickel-cadmio, è stata messa a punto in Europa. Negli anni settanta la sperimentazione in materia di immagazzinamento dell’energia vedeva di pari passo l’uso del sodio e del litio nelle batterie; ad un certo punto, intorno al 1980, però, le cose volsero decisamente in favore del litio, poiché continuare le ricerche sul sodio era all’epoca troppo oneroso. Fu un team francese a mettere a punto uno dei primi prototipi di pila al litio, ma poi la ricerca si spostò in Asia e più precisamente in Giappone. Nel 1991 la Sony poté dunque immettere sul mercato la prima batteria agli ioni di litio moderna. L’idea, per così dire, era stata rubata; ma nel frattempo la Francia e l’Europa non sono rimaste con le mani in mano. Il sodio continua infatti ad essere la più valida alternativa al litio, per il semplice motivo che il sodio è un materiale assai più facilmente reperibile, e questo quindi abbatterebbe i costi dei dispositivi. Il litio si può trovare solo in alcuni Paesi quali la Colombia, il Cile e la Cina, mentre il sodio è molto più comune; e visto che ormai anche i veicoli elettrici usano batterie agli ioni di litio, c’è il serio rischio che il costo di questo materiale cresca vertiginosamente. Così, in Francia il CNRS (Centre national de la recherche scientifique) e il LITEN CEA (Laboratoire d'Innovation pour les Technologies des Energies Nouvelles et les nanomatériaux) si sono uniti insieme ad altri operatori del settore privato, come Renault, Alstom e Saft, per creare un grande consorzio che ha preso il nome di RS2E. Negli ultimi anni il consorzio ha impiegato tutte le sue forze e le migliori menti del suo staff nell’obiettivo di mettere a punto una batteria agli ioni di sodio. Recentemente, il direttivo di RS2E ha annunciato di aver fatto dei grandi passi in avanti, e di essere riuscito a mettere a punto un prototipo di batteria agli ioni di sodio che è stata nominata 18650. Il suo nome deriva dalle sue dimensioni: infatti la pila è alta 6,5 centimetri ed ha un diametro di 1,8 centimetri. Jean-Marie Tarascon, uno degli autori di questo risultato, ha spiegato che gli sforzi dei ricercatori si sono mossi nella direzione di replicare la stessa tecnologia usata con gli ioni di litio. Nella batteria 18650 gli ioni di sodio si spostano da un polo all’altro, dall’anodo al catodo, dando vita ai cicli di carica e scarica senza modificare in alcun modo i materiali che attraversano. Tali materiali per il momento sono assolutamente top secret. Riguardo alle caratteristiche tecniche della pila 18650, essa possiede una densità di energia di 90 Wh/kg e può supportare 2000 cicli di ricarica. L’obiettivo finale è di perfezionare sempre più il prototipo fino a renderlo un dispositivo che possa essere immesso sul mercato ed utilizzato per alimentare i device più diffusi. Ovviamente, RS2E, questa volta, è ben intenzionata a tenere stretto il suo brevetto e a consegnarlo al mercato europeo.