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Il legno come materiale di contenimento per gli accumulatori si è dimostrato una soluzione ottimale per aumentarne la durata.

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Gli accumulatori di energia, detti anche batterie o pile, sono presenti in molti degli apparati alimentati ad energia elettrica che ci circondano e rendono la nostra vita di tutti i giorni un po' migliore. Autonomia, tempo di ricarica, peso e dimensioni sono i fattori critici per lo sviluppo in applicazioni quali i dispositivi portatili come smartphone, tablet e computer portatili. L'evoluzione degli accumulatori sarà particolarmente importante per la diffusione dell'auto elettrica. Segui tutto questo su iissvolta.it, il portale nominato in onore dell'inventore della batteria, il fisico genovese Alessandro Volta. Buona lettura!

Batterie di legno che durano di più

Il Sodio, è da sempre utilizzato nelle batterie ricaricabili, e presenta un'efficienza d'accumulo di energia molto bassa rispetto al materiale Litio; d'altra parte, è capace di immagazzinare in una sola volta, diverse quantità di energia, oltre soprattutto a non essere nocivo per l'ambiente, con emissioni praticamente pari a zero. Il vero problema della durata delle batterie che esistono oggi risiede nel fatto che il materiale usato per incamerare energia, molto spesso composto da un materiale molto rigido e poco resistente al movimento continuo degli elettroni al suo interno: tutto ciò, fornisce come soluzione una durata corta di carica e di vita della batteria stessa in questione.

Con il legno, o meglio con le sue fibre, essendo per natura abituate ad immagazzinare acqua ricca di minerali, hanno una composizione alquanto flessibile, perfettamente adattabile con la vita delle tempeste di elettroni che risiedono all'interno. Il team di studiosi dell'Università del Maryland, hanno sottolineato come il legno, dopo ovviamente essere stato sottoposto a continue scariche e cariche di elettroni, mostrasse una fibra rugosa, ma sempre e comunque intatta, senza nessuna crepa. Questo proprio perchè, durante lo svolgimento del processo di ricarica, la sua natura flessibile, e non solida, consente di rilasciare la tensione provocata dagli elettroni, di distendere le increspature nate dalla reazione degli elettroni, per durare più a lungo rispetto alle batterie tradizionali, proprio per la sua capacità di resistere e modellarsi ai continui cambiamenti del metallo.

Potrebbe essere una svolta positiva per quanto riguarda questo settore, soprattutto se per un attimo proviamo ad immaginare cosa significherebbe, non dover gestire più in modo frequente, lo smatilmento delle batterie e pile esaurite, con il grado di tossicità che le contraddistingue.