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Gli studiosi di Cambridge stanno mettendo a punto una batteria ricaricabile litio-aria che potrebbe garantire ad un veicolo elettrico di percorrere in autonomia 650 chilometri.

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Gli accumulatori di energia, detti anche batterie o pile, sono presenti in molti degli apparati alimentati ad energia elettrica che ci circondano e rendono la nostra vita di tutti i giorni un po' migliore. Autonomia, tempo di ricarica, peso e dimensioni sono i fattori critici per lo sviluppo in applicazioni quali i dispositivi portatili come smartphone, tablet e computer portatili. L'evoluzione degli accumulatori sarà particolarmente importante per la diffusione dell'auto elettrica. Segui tutto questo su iissvolta.it, il portale nominato in onore dell'inventore della batteria, il fisico genovese Alessandro Volta. Buona lettura!

Nuove batterie litio-aria per le automobili elettriche

Le batterie ricaricabili sono infatti necessarie sulla gran parte dei dispositivi tecnologici più diffusi, come i pc portatili, gli smartphone e i tablet. Inoltre, si ipotizza che la mobilità del futuro privilegerà le automobili elettriche, non inquinanti e meno costose, in termini di combustibile, rispetto a quelle a benzina, e anche ad altre energie alternative. I ricercatori dell’Università di Cambridge si sono focalizzati soprattutto sul tentativo di mettere a punto una batteria destinata ai veicoli a motore che possieda tutte le caratteristiche sopra elencate, e hanno individuato la candidata ideale nella tipologia litio-aria. Attualmente, le batterie ricaricabili più diffuse sono quelle agli ioni di litio: all’interno delle batterie litio-aria nel catodo, al posto degli ossidi di metallo, viene usato l’elemento più semplice e abbondante che esista al mondo, vale a dire l’ossigeno. Questa batteria non è una novità assoluta, perché da tempo si stanno facendo delle sperimentazioni per aumentarne le performance. La novità introdotta a Cambridge ha riguardato l’utilizzo dell’idrossido di litio al posto del perossido, che viene usato abitualmente, e dello ioduro di litio che è stato impiegato come mediatore. Queste modifiche apportate alla struttura di base della batteria litio-aria hanno garantito dei risultati molto soddisfacenti. Infatti, il dispositivo dimostra di avere un’efficienza assai superiore rispetto alle altre pile simili, oltre il 93%. Inoltre si è dimostrata molto stabile e capace di annullare la cosiddetta “range anxiety”. Range anxiety è una locuzione inglese che viene usata per esprimere quel senso di ansia e angoscia che assale il guidatore quando teme che il mezzo di trasporto sul quale sta viaggiando possa non avere potenza sufficiente per condurlo a destinazione. Le automobili elettriche possono molto spesso indurre range anxiety, poiché la potenza di una carica, normalmente, non consente di coprire che dei tragitti piuttosto brevi. La batteria litio-aria perfezionata dagli studiosi di Cambridge invece permetterebbe, in base ai loro esperimenti, di coprire il percorso che da Londra porta ad Edimburgo, ovvero ben 650 km. Ovviamente, non è tutto oro quello che luccica: anche se i primi test e i primi esperimenti hanno fatto ben sperare, restano moltissimi problemi da risolvere affinché la batteria in questione possa diventare davvero commercializzabile e quindi faccia la sua comparsa sul mercato. Ad esempio, bisogna risolvere il problema dell’ossigeno da utilizzare. Per quanto questo elemento sia molto abbondante in natura, come si diceva, sta di fatto che non è possibile trovarlo in purezza, ma sempre mescolato ad altri elementi come ad esempio la CO2 e l’azoto, che sono nocivi per l’elettrodo della batteria. Quindi gli scienziati prevedono che ci vorranno almeno altri dieci anni di ricerche e sperimentazioni per poter giungere ad un prototipo che possa dirsi definitivo, ma che potrebbe davvero avere il potere di rivoluzionare il mondo dei trasporti poiché sarebbe inferiore di circa un quinto al peso e al costo delle batterie attualmente in commercio. D’altro canto, Cambridge non è l’unico luogo dove sperimentazioni simili stanno facendo grandi progressi, e la concorrenza, da questo punto di vista, potrebbe servire ad accelerare notevolmente i tempi.