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Il futuro delle batterie ricaricabili potrebbe risiedere nella tecnologia agli ioni di litio, attualmente impiegata, che potrebbe essere resa sempre più pulita ed economica.

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Gli accumulatori di energia, detti anche batterie o pile, sono presenti in molti degli apparati alimentati ad energia elettrica che ci circondano e rendono la nostra vita di tutti i giorni un po' migliore. Autonomia, tempo di ricarica, peso e dimensioni sono i fattori critici per lo sviluppo in applicazioni quali i dispositivi portatili come smartphone, tablet e computer portatili. L'evoluzione degli accumulatori sarà particolarmente importante per la diffusione dell'auto elettrica. Segui tutto questo su iissvolta.it, il portale nominato in onore dell'inventore della batteria, il fisico genovese Alessandro Volta. Buona lettura!

La possibile evoluzione delle batterie al litio

Gli scienziati e i ricercatori, infatti, sperimentano qualunque opzione possibile al fine di creare batterie che, in definitiva, devono possedere le seguenti caratteristiche: durare a lungo, poter conservare un buon quantitativo di energia, avere molti cicli di ricarica, essere ecologiche ed economiche. Ad oggi, il tipo di batteria più usata e che sembra avere anche maggiori possibilità di impiego nel futuro, quanto meno immediato, è la batteria al litio. Gli smartphone, i tablet, e gli altri devices che si usano quotidianamente, infatti, utilizzano in modo massiccio le batterie al litio, la cui produzione e il cui impiego sono cresciuti in modo esponenziale tra il 2001 e il 2013. Il litio cioè, al momento, è la soluzione più conveniente, sotto diversi punti di vista, per poter far funzionare gli apparati tecnologici non stazionari. Per quel che riguarda invece le batterie di accumulo stazionarie al momento vengono usati altri tipi di soluzioni; ad esempio, il piombo, lo zolfo, il sodio-nichel. In futuro, però, si prevede che anche in questo settore potrebbe trovare sempre maggiore diffusione il litio, se, come si crede, le batterie che utilizzano questa sostanza andranno progressivamente scemando di prezzo. Uno tra i progetti più concreti in tal senso è quello che sta portando avanti l’azienda Gigafactory di Tesla, la quale si è posta come obiettivo di creare batterie agli ioni di litio per il residenziale in grado di accumulare 50 GWh all’anno. Questo target potrebbe essere raggiunto entro il 2020, notevolmente in anticipo rispetto ai tempi di marcia, e porterà di conseguenza anche ad una maggiore produzione di dispositivi che, di conseguenza, ne farà abbassare il costo di circa del 30%, in base alle stime. Secondo degli studi di settore, come quello condotto da Avicenne Energy, è possibile che entro il 2025 le batterie agli ioni di litio passino dall’attuale potenza di 60 GWh a 180-200; questo significherebbe che potrebbero rapidamente imporsi nel mercato della auto elettriche ed ibride. Insomma, tutto fa pensare che il litio potrebbe diventare, come già è stato pomposamente definito, “il nuovo petrolio”, e che quindi focalizzare la ricerca sul modo di rendere le batterie che usano questa sostanza più efficienti e più convenienti sia un investimento da valutare. In tal senso, appaiono decisamente interessanti iniziative come quella di GLEE, che sta portando avanti la ditta Solvay. L’obiettivo consiste nel realizzare una tecnologia che sia più sostenibile per la produzione di batterie al litio, e a questo progetto, che è in fase di svolgimento in Italia, a Bollate, è stato erogato un contributo della Comunità Europea di ben 600 mila euro (il costo complessivo previsto è di un milione e 700 mila euro). Per rendere meno inquinante il processo di realizzazione di batterie al litio è necessario eliminare il solvente che viene attualmente utilizzato e che si chiama NMP. Al suo posto si potrebbero impiegare soluzioni a base acquosa: in tal modo non solo si eliminerebbero gli elementi di tossicità, ma si potrebbero anche ridurre i costi di produzione. L’alternativa possibile all’uso degli ioni di litio è infatti la batteria agli ioni di sodio, che è stata sperimentata di recente e che è anche detta batteria ad acqua salata.