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La Sony ha annunciato che sta mettendo a punto un nuovo prototipo di batterie per smartphone che utilizza il litio metallico e lo zolfo, che potrebbe avere fino al 40% in più di carica.

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Gli accumulatori di energia, detti anche batterie o pile, sono presenti in molti degli apparati alimentati ad energia elettrica che ci circondano e rendono la nostra vita di tutti i giorni un po' migliore. Autonomia, tempo di ricarica, peso e dimensioni sono i fattori critici per lo sviluppo in applicazioni quali i dispositivi portatili come smartphone, tablet e computer portatili. L'evoluzione degli accumulatori sarà particolarmente importante per la diffusione dell'auto elettrica. Segui tutto questo su iissvolta.it, il portale nominato in onore dell'inventore della batteria, il fisico genovese Alessandro Volta. Buona lettura!

Sony promette batterie con il 40% in più di carica

Questo accade perchè la batterie che vengono attualmente utilizzate su questo genere di dispositivi, ovvero quelle agli ioni di litio, hanno una durata limitata nel tempo e questo comporta la necessità di doverle rimettere in carica con una certa frequenza. A questo si aggiunga anche che il mercato attuale impone la realizzazione di smartphone dalla forma molto sottile, e questo significa che le dimensioni delle batterie devono essere sacrificate a scapito della loro rendita. Questo però è quello che chiede il pubblico  dei clienti, e alle aziende produttrici non resta altro da fare se non adeguarsi e cercare di mettere a punto delle batterie che offrano delle performances migliori rispetto a quelle agli ioni di litio, che sono il meglio che ci sia a disposizione al momento, ma non il meglio in assoluto. Una delle aziende che da un maggior numero di anni si distingue nella realizzazione di apparecchiature multimediali è la Sony, la quale ha di recente diffuso una notizia che fa ben sperare per il futuro. Dalla Sony hanno infatti fatto sapere che si stanno mettendo a punto delle nuove batterie che non utilizzano solo il litio, ma anche lo zolfo, e che potrebbero garantire fino al 40% di carica in più. Sarebbe davvero una svolta epocale. Ma come funzionano queste batterie, e quali sono i punti deboli che presentano che i tecnici Sony dovranno cercare di correggere? In una batteria allo zolfo si usa un composto di zolfo per l'elettrodo positivo, mentre all’elettrodo negativo si mettono litio metallico e altri materiali. L'elettrodo positivo a base di zolfo ha una bassa tensione ma la sua capacità per peso dell'elettrodo è molto alta; in virtù di questo può raggiungere una densità di energia superiore a 1,000Wh/L. Il problema maggiore sta nell’adozione del litio metallico, che è un materiale che molto spesso viene impiegato nella messa a punto di prototipi di batterie ricaricabili ma di solito viene subito abbandonato. Il motivo sta nel fatto che esso porta alla formazione di dendriti (depositi di litio che derivano dalla solidificazione di metalli e leghe metalliche). Può dunque accadere che i dendriti provochino un cortocircuito o addirittura la combustione della batteria. Questo è dunque il primo nodo che i tecnici Sony dovranno cercare di sciogliere. D’altro canto, da quanto è stato reso noto le strade che si stanno percorrendo sono molte: infatti pare che alla Sony si stia anche lavorando su batterie al magnesio e zolfo che potrebbero essere più efficienti, oltre che meno costose. La strada però è ancora lunga, per quanto l’azienda giapponese abbia anche entusiasticamente ed ottimisticamente annunciato persino una data, ovvero il 2020. Se questo obiettivo venisse rispettato, ciò vuol dire che entro quattro anni potrebbero essere disponibili finalmente batterie per smartphone che ne consentano un utilizzo prolungato nel corso della giornata, e questo potrebbe coincidere con la messa in commercio del Sony Xperia Z10.