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La società tedesca Ewe Gasspeicher GmbH ha intenzione di creare la più grande batteria di flusso redox mai costruita usando cave di sale.

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Gli accumulatori di energia, detti anche batterie o pile, sono presenti in molti degli apparati alimentati ad energia elettrica che ci circondano e rendono la nostra vita di tutti i giorni un po' migliore. Autonomia, tempo di ricarica, peso e dimensioni sono i fattori critici per lo sviluppo in applicazioni quali i dispositivi portatili come smartphone, tablet e computer portatili. L'evoluzione degli accumulatori sarà particolarmente importante per la diffusione dell'auto elettrica. Segui tutto questo su iissvolta.it, il portale nominato in onore dell'inventore della batteria, il fisico genovese Alessandro Volta. Buona lettura!

È tedesca la più grande batteria redox mai costruita

Per questo sono in atto diversi progetti sperimentali, tra cui ad esempio quello di Tesla che sta costruendo in Australia la batteria al litio più grande che sia mai stata realizzata. Intanto però arriva anche un’altra notizia che sembra voler battere il record di Tesla, per quanto in questo caso non si parli di batterie agli ioni di litio ma di batterie di flusso redox. Cosa sono le batterie di flusso redox? Il termine redox sta per riduzione/ossidazione, i due passaggi che in questa pila si compiono per immagazzinare e rilasciare energia. In sostanza una pila redox si compone di due cavità nelle quali sono contenuti gli elettroliti. Nella struttura della batteria c’è anche una cella elettrochimica all’interno della quale fluiscono e vengono uniti i due elettroliti e che ha il compito di convertire la loro energia chimica in energia elettrica. I due liquidi elettrolitici sono detti anolita e catolita a seconda che siano a contatto con l’anodo o con il catodo della pila. Essi non entrano a contatto diretto ma sono sempre tenuti separati da una membrana che consente unicamente il passaggio degli ioni. Così quando la pila deve far entrare energia, immagazzinandola, vengono aggiunti elettroni ai polimeri dell’anolita. Viceversa il catolita si ossida, ovvero rilascia elettroni anziché assumerli. Gli elettroliti vengono poi rimandati nei rispettivi contenitori e sostituiti da altre molecole non cariche di elettricità. Tutto questo processo si inverte quando invece la batteria viene usata per rilasciare energia e non per stoccarla. Questo è il tipo di batteria che la società tedesca Ewe Gasspeicher GmbH intende costruire conferendole però dimensioni mai sperimentate prima. Il luogo prescelto si trova in Germania, a JemGum, dove si trovano delle enormi miniere di sale sotterranee che attualmente vengono impiegate proprio dalla Ewe Gasspeicher per stoccare il gas. All’intero progetto è stato dato il nome brine4power storage ed è stato messo a punto grazie ad un processo sperimentato e messo a punto presso l’Università Frederich Schiller di Jena. L’eccezionalità del progetto non sta infatti solo nelle dimensioni ma anche nei materiali che verranno utilizzati. Si intende usare acqua salata come elettrolita e dei polimeri riciclabili quali molecole attive. Si tratta dunque di sostanze eco compatibili, ben diverse da quelle che solitamente vengono usate nelle batterie di flusso redox che sono fatte di acido solforico e metalli pesanti che sono altamente inquinanti. A JemGum dunque le cave sotterranee di sale saranno usate per replicare questo sistema su una scala decisamente più vasta: si parla infatti di cavità di 100 mila metri cubi che si prevede potranno originare una batteria capace di stoccare 700 MWh con output di 120 MW. Prima di procedere con la creazione vera e propria della batteria però verrà fatto un esperimento in superficie usando dei contenitori di plastica. Secondo le previsioni del capo del progetto brine4power, Ralf Riekenberg, gli esperimenti avranno inizio già entro la fine di quest’anno e conta che la pila sia completamente operativa già nel 2023. La più grande batteria di flusso redox della storia.