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Ricercatori in tutto il mondo cercano di mettere a punto la batteria del futuro: il professor Choi ne ha creata una che si ricarica con la saliva.

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Gli accumulatori di energia, detti anche batterie o pile, sono presenti in molti degli apparati alimentati ad energia elettrica che ci circondano e rendono la nostra vita di tutti i giorni un po' migliore. Autonomia, tempo di ricarica, peso e dimensioni sono i fattori critici per lo sviluppo in applicazioni quali i dispositivi portatili come smartphone, tablet e computer portatili. L'evoluzione degli accumulatori sarà particolarmente importante per la diffusione dell'auto elettrica. Segui tutto questo su iissvolta.it, il portale nominato in onore dell'inventore della batteria, il fisico genovese Alessandro Volta. Buona lettura!

La batteria che funziona a saliva e altre soluzioni

Ormai non c’è più niente nella nostra vita quotidiana che per funzionare non abbia necessità di energia; energia che non solo deve essere prodotta da fonti pulite, pena la distruzione del Pianeta che già non sta messo proprio bene, ma soprattutto deve poter essere immagazzinata. Le fonti di energia usate fino ad ora, vale a dire i combustibili fossili, sono in via di esaurimento, e le fonti di energia alternative di cui disponiamo in maggiore abbondanza, vale a dire il calore del sole e il vento, hanno un difetto. Si tratta di energie discontinue, che per poter essere sfruttate in base alle nostre necessità devono essere immagazzinate per poi poter essere usate al momento opportuno. Lo stoccaggio dell’energia, in una parola, è la vera sfida, sia a dimensioni macroscopiche, per fornire energia elettrica ad un Paese, ad una città, o ad un’automobile, sia in dimensioni più ridotte, quelle necessarie per i nostri dispositivi elettronici dei quali ormai non potremmo più fare a meno. La vita media di durata in carica di una batteria di uno smartphone, come ben sappiamo, è davvero limitata; tutte le più grandi aziende che operano nel settore, i centri di ricerca e le Università, stanno facendo a gara per creare una batteria che sia maggiormente performante di quella che usiamo oggi, ovvero la batteria ricaricabile agli ioni di litio. Le alternative che sono state messe a punto fino ad ora, in verità, sono numerose, e alcune potrebbero suonare davvero stravaganti: per quanto ancora non ci sia davvero un degno sostituto, le strade percorribili sono davvero tante. Basti pensare all’ultimissimo dispositivo ricaricabile che è stato messo a punto dal ricercatore Seokheun Choi, che è anche professore della Suny a New York. Choi è riuscito a creare una batteria che è molto piccola e molto sottile e che sviluppa anche pochissimi watt di energia (almeno in questa fase) ma che offre un vantaggio a dir poco unico: si ricarica con uno sputo. No, non è un modo di dire: basta un pochino di saliva, o di un altro liquido qualsiasi, per farla ricarica, anche se per breve tempo. Breve tempo che però potrebbe fare la differenza tra la vita e la morte, dice il professore, in certi frangenti. Lui pensa soprattutto ai Paesi poveri dove l’elettricità è davvero rara e dove poter disporre di questa piccola batteria potrebbe permettere di attivare un dispositivo di richiesta di aiuto in caso di emergenza sanitaria. Se la pila di Choi può sembrare stravagante, e lo è anche nella forma poiché sembra una striscia di carta, altre soluzioni che sono state escogitate in giro per il mondo si contendono con lei la palma dell’originalità. Ad esempio, la Sony sta studiando delle bio batterie il cui funzionamento è stato modellato sullo stile di vita delle termiti, e che funziona con carta e cartone riciclati. Negli USA, nello stato del Nevada, è stata creata una centrale elettrica che funziona con un treno che viene fatto risalire di giorno e poi lasciato andare in discesa di notte per produrre energia. La Aquion ha creato una batteria che funziona con manganese, un telo di rayon e acqua salata. Insomma, di certo le idee non mancano!