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I ricercatori dell’Università della California hanno messo a punto una nuova batteria ricaricabile allo zinco che si stende e allunga.

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Gli accumulatori di energia, detti anche batterie o pile, sono presenti in molti degli apparati alimentati ad energia elettrica che ci circondano e rendono la nostra vita di tutti i giorni un po' migliore. Autonomia, tempo di ricarica, peso e dimensioni sono i fattori critici per lo sviluppo in applicazioni quali i dispositivi portatili come smartphone, tablet e computer portatili. L'evoluzione degli accumulatori sarà particolarmente importante per la diffusione dell'auto elettrica. Segui tutto questo su iissvolta.it, il portale nominato in onore dell'inventore della batteria, il fisico genovese Alessandro Volta. Buona lettura!

La batteria super sottile e ricaricabile

Nessuno indosserebbe un orologio che deve ricaricare ogni due ore! Recentemente i ricercatori dell’Università della California, che ha sede a San Diego, hanno messo a punto un nuovo tipo di batteria che potrebbe davvero rappresentare una svolta. Anche se per il momento la sua potenza è davvero limitata l’entusiasmo che ha suscitato è molto elevato in quanto si tratta di una batteria molto sottile che si può stendere. Esatto, avete capito bene: è elastica e può essere tesa fino a raggiungere il doppio della sua estensione senza pericolo che si danneggi. Si può stampare direttamente sul tessuto: più wearable di così! Come è stato possibile raggiungere questo strabiliante risultato? A spiegare come sono state condotte le sperimentazioni è stato Joseph Wang, professore di nanoingegneria della Jacobs School of Engineering della UC San Diego, il quale ha dato tutti i dettagli tecnici al giornale “Advanced Energy Materials”. La batteria estensibile è composta non da ioni di litio, come la maggior parte delle batterie attualmente in commercio, ma da zinco. Le batterie allo zinco non sono una novità ma solitamente non sono ricaricabili. Questa lo è perché è stato usato l'ossido di bismuto, una sostanza che, una volta mischiata agli elettrodi di zinco, trasforma la pila in ricaricabile. Per rendere poi la pila estensibile, è stato usato un polimero composto da isoprene, che è presente nella gomma, e di polistirene, che è una resina termoplastica. Questo speciale materiale rende le batterie elastiche e quindi applicabili a qualunque tipo di tessuto. In un video esplicativo prodotto dall’Università, infatti si vede la batteria che è stata trasformata in una scritta su una t-shirt, e che alimenta una piccola luce led verde presente al centro della scritta. Come si diceva il neo maggiore al momento è rappresentato dalla potenza della batteria: è di appena 3 Volt; per capirci, è appena il 20% dell’energia necessaria per alimentare un normale apparecchio acustico. Però i suoi punti di forza sono molti di più dei difetti: non solo la sua elasticità ma anche la facile reperibilità dei materiali e il suo basso costo. Stamparla su tessuto infatti costa solo mezzo dollaro, grazie alle nuove tecnologie, mentre in passato il costo sarebbe stato di 5 dollari. La sfida per il futuro, per poterla rendere davvero commerciabile e appetibile sul mercato, è quindi quella di aumentare la potenza della batteria affinché sia sfruttabile su un numero maggiore di dispositivi, e poi anche di applicare il SIS, ovvero il materiale elastico polimerico, anche ad altri tipi di batteria. Si pensa ad esempio alle classiche ioni di litio, o anche alle celle fotovoltaiche. In futuro quindi le batterie si adatteranno letteralmente al nostro corpo, e renderanno le nuove tecnologie sempre più facili da portare al punto che potremo anche dimenticarci di averle addosso.