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In laboratorio la Nokia ha sperimentato la ricarica della batteria con 200.000 volt, ovvero con l'energia elettrica scaricata da un fulmine.

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Gli accumulatori di energia, detti anche batterie o pile, sono presenti in molti degli apparati alimentati ad energia elettrica che ci circondano e rendono la nostra vita di tutti i giorni un po' migliore. Autonomia, tempo di ricarica, peso e dimensioni sono i fattori critici per lo sviluppo in applicazioni quali i dispositivi portatili come smartphone, tablet e computer portatili. L'evoluzione degli accumulatori sarà particolarmente importante per la diffusione dell'auto elettrica. Segui tutto questo su iissvolta.it, il portale nominato in onore dell'inventore della batteria, il fisico genovese Alessandro Volta. Buona lettura!

Batterie del futuro: ricarica lampo?

Certamente sarà molto comodo poter in pochi secondi ricaricare interamente la batteria del proprio cellulare, ma c'è gia chi si sta domandano a che cosa servirà questo tipo di energia derivante da un qualsiasi fulmine. Forse, non tutti sono al corrente che, ogni giorno, c'è una categoria di persone che studia perennemente come stravolgere le quotidiani abitudini digitali di tutti: proprio questo esperimento, che ricordiamo provenire dai laboratori dell'Università di Southampton, in Gran Bretagna, può essere un qualcosa di concreto nel futuro prossimo, dove diversi studiosi e ricercatori stanno lavorando con costanza al progetto per sfruttare l'energia dei fulmini per poter permettere agli utenti di ricaricare velocemente il proprio telefonino.

Questo gruppo, formato da circa 40 persone, è guidato da Neil Palmer del Tony Davies High Voltage Laboratory dell'Università di Southampton, con la stretta collaborazione da parte di Nokia, dove si è in procinto di trovare il miglior modo per sfruttare una delle energie naturali più potenti per avere la possibilità di ricaricare i propri smartphone, in un modo nuovo e del tutto ecosostenibile. Stando a quanto emerso dopo i primi risultati dello studio, a quanto pare, sembra che siano più che incoraggianti.

Spiega così il professor Neil Palmer: "Tutto il mio team era entusiasta di accolgiere questa sorta di sfida lanciata dal marchio internazionale Nokia. Sfuttando la corrente alternata, alimentata per mezzo di un trasformatore, siamo riusciti ad inviare qualcosa come 200.000 V attraverso uno spinometro di soli 300 mm, generando un calore ed una luce simile proprio a quella di un vero fulmine naturale.

Il secondo passaggio è caratterizzato dal segnale che, successivamente, è stato trasferito ad un secondo trasformatore di controllo, che ci ha permesso di ricaricare il nostro dispositivo mobile, che in questo caso ci è stato consegnato dalla casa madre e corrisponde ad un Nokia Lumia 920". Detto solamente a parole, può sembrare una di quelle sperimentazioni destinate a restare all'interno di un laboratorio, figlia della curiosità di alcuni scienziati, ma l'idea che tutti i dispositivi mobili, quali smartphone e tablet, possano in un futuro prossimi essere ricaricati grazie all'energia di fulmine pare abbastanza improbabile, oltre che bizzarro, anche perchè non crediamo che qualcuno possa prevedere un fulmine.

L'obbiettivo reale dello studio condotto dal team di Neil Palmer è decisamente più vasto e concerne, tra le altre cose, la possibilità di comprendere in modo più profondo quali sono le dinamiche di propagazione e stabilizzazione del segnale elettrico in altri mezzi, come ad esempio può essere l'aria. Nokia, del resto, non ha mai fatto mistero di voler trasformare in modo radicale le prassi per l’approvvigionamento energetico dei device digitali. Non a caso, è stata la prima società a utilizzare un sistema di ricarica wireless a induzione su un oggetto di diffusione di massa, il Nokia Lumia 920.