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In Texas si sta mettendo a punto un nuovo tipo di batteria allo stato solido; ad inventarla è stato John Goodenough, 94 anni.

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Gli accumulatori di energia, detti anche batterie o pile, sono presenti in molti degli apparati alimentati ad energia elettrica che ci circondano e rendono la nostra vita di tutti i giorni un po' migliore. Autonomia, tempo di ricarica, peso e dimensioni sono i fattori critici per lo sviluppo in applicazioni quali i dispositivi portatili come smartphone, tablet e computer portatili. L'evoluzione degli accumulatori sarà particolarmente importante per la diffusione dell'auto elettrica. Segui tutto questo su iissvolta.it, il portale nominato in onore dell'inventore della batteria, il fisico genovese Alessandro Volta. Buona lettura!

Nuove batterie dal vecchio inventore

Il suo nome è John Goodenough ed ha 94 anni; fu il fisico americano, nonché professore universitario, che nel 1980 mise a punto le batterie che usiamo oggi nei nostri dispositivi portatili, smartphone, tablet e laptop, quelle agli ioni di litio. È stato lui stesso, alla guida di un innovativo team di ricerca, a scoprire la possibile miglioria che si può apportare alla sua prima “creatura” per renderla maggiormente efficiente. Si tratta di una batteria che è stata definita “a stato solido”. La differenza rispetto alle batterie attualmente in commercio è la seguente. Le batterie che usiamo quotidianamente impiegano degli elettroliti liquidi per veicolare gli ioni di litio tra anodo e catodo. Man mano che passa il tempo, con il susseguirsi dei cicli di carica e scarica, in questo processo si vengono formando i cosiddetti “dendriti”. I dendriti sono dei residui di litio metallico che sono i responsabili dei cortocircuiti e dei casi di esplosione delle batterie. Nella nuova batteria che è stata sperimentata al posto degli elettroliti liquidi si impiegano degli elettroliti di vetro che non hanno come causa la formazione dei dendriti, con la conseguente eliminazione dei problemi che essi causano. Inoltre, l’impiego di un elettrolita solido permette anche l’adozione di un anodo metallico che non deve essere necessariamente litio, ma anche sodio o potassio. L’uso di queste altre sostanze ha l’effetto di allungare la durata media di vita di una batteria anche a 1200 cicli. Altri vantaggi di questa batteria “solida” è che funziona perfettamente, senza perdita di prestazioni, anche a temperature molto basse, e che può essere confezionata impiegando materiali ecocompatibili. Infine, è anche molto più economica delle batterie di tipo tradizionale. I risultati degli esperimenti che sono stati condotti sono stati pubblicati sulla rivista “Energy & Environmental Science Journal”. Dopo i primi, soddisfacenti risultati, Goodenough e il suo team di studio stanno portando avanti le sperimentazioni al fine di ottenere batterie che siano in grado di supportare un numero maggiore di cicli di carica e scarica, che offrano prestazioni migliori e che inquinino di meno l’ambiente. Goodenough si dice molto fiducioso, e spera che in pochi anni si possa creare un dispositivo che possa essere immesso sul mercato ed essere usato per alimentare la maggior parte dei device di utilizzo comune. La speranza maggiore risiede nella possibilità di adattare la batteria in modo che possa essere installata anche su automobili elettriche. Gli studi di Goodenough si svolgono presso l’Università del Texas e sembrano al momento la strada più probabile per risolvere i problemi che sussistono in materia di immagazzinamento di energia. Sembra curioso però che a risolvere uno dei problemi più annosi della civiltà contemporanea, ovvero creare un dispositivo per la conservazione dell’energia davvero efficace, venga da un uomo che ha superato i 90 anni di età e che quindi dovrebbe avere poca dimestichezza con le nuove tecnologie. Questo dimostra che ci sono valori che non tramontano mai con il tempo, ad esempio, la saggezza che viene conferita da una lunga vita.