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I ricercatori dell’Università della California stanno cercando di ottenere anodi di carbonio dai funghi, per sostituire la grafite delle batterie con una sostanza biologica.

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Gli accumulatori di energia, detti anche batterie o pile, sono presenti in molti degli apparati alimentati ad energia elettrica che ci circondano e rendono la nostra vita di tutti i giorni un po' migliore. Autonomia, tempo di ricarica, peso e dimensioni sono i fattori critici per lo sviluppo in applicazioni quali i dispositivi portatili come smartphone, tablet e computer portatili. L'evoluzione degli accumulatori sarà particolarmente importante per la diffusione dell'auto elettrica. Segui tutto questo su iissvolta.it, il portale nominato in onore dell'inventore della batteria, il fisico genovese Alessandro Volta. Buona lettura!

Nuove batterie realizzate con funghi al posto della grafite

Fin qui niente di strano: ma chi avrebbe mai potuto immaginare che gli amati funghi potessero avere anche un impiego ben diverso da quello culinario? La nuova scoperta è stata fatta dai ricercatori americani del Riverside Bourns College of Engineering della California, i quali stavano riflettendo sul modo migliore per rendere le batterie ricaricabili più durevoli nel tempo, ma soprattutto più ecologiche. Allo stato attuale delle cose, infatti, tali batterie utilizzano gli ioni di litio, e l’anodo di ogni dispositivo si ottiene usando la grafite sintetica. La grafite ha un notevole impatto ambientale poiché per la sua lavorazione è necessario utilizzare delle sostanze chimiche molto pericolose. Inoltre, la lavorazione della grafite sintetica è anche molto costosa, e se si pensa che le previsioni per il 2020 stimano un fabbisogno di circa 900 mila tonnellate di grafite, si capisce facilmente come questo potrebbe rappresentare un problema. Mentre si era dunque alla ricerca di un’alternativa valida all’utilizzo di questo materiale, i ricercatori hanno avuto l’idea di provare con del materiale biologico. In particolar modo si è pensato di impiegare della biomassa vegetale, che ha due notevoli vantaggi: è assolutamente green e in più costa poco. È a questo punto che si è pensato ai funghi, e nello specifico ai funghi champignons. I funghi sono infatti costituiti di un materiale molto poroso, e ciò rappresenta un notevole vantaggio dal punto di vista della conducibilità elettrica. La presenza di spazio tra una molecola e l’altra favorisce non solo il passaggio di energia, ma anche una maggiore efficacia nello stoccaggio: ciò vuol dire che batterie che impiegassero particelle di funghi anziché grafite potrebbero anche avere una maggiore durata nel tempo, e garantire un maggior numerosi di cicli di ricarica. Quest’ultimo aspetto è favorito anche da un’altra caratteristica che possiedono i funghi, vale a dire l’alto contenuto di sale di potassio. Il sale di potassio infatti, con il tempo, aumenta il potenziale di stoccaggio del materiale elettrolitico: questo significa che con il passare del tempo il numero di pori aumenterebbe, e aumenterebbe, di conseguenza, la capacità di immagazzinare energia della pila. Grazie alla tecnologia che si basa sugli anodi di carbonio presenti nei funghi si potrebbe dunque sostituire efficacemente la grafite, dicono i ricercatori californiani, anche se per il momento le loro ricerche si muovono puramente nel campo della speculazione teorica. Tutti i dettagli della ricerca sono stati illustrati in un articolo pubblicato sulla rivista di divulgazione scientifica Nature Reports. Uno dei responsabili della ricerca, Brennan Campbell, ha rivelato che uno dei principali obiettivi a cui si tende è quello di mettere a punto della batterie per i telefoni cellulari che durino di più con un ciclo di carica, e che nel complesso abbiano una vita più lunga. In effetti, questo è l’aspetto che potrebbe anche interessare maggiormente il mercato, visto che ormai il possesso di un telefono cellulare performante è diventato indispensabile per la maggior parte delle persone.