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Le batterie ricaricabili usate sugli smartphone non garantiscono una durata sufficiente: da sempre è in atto lo scontro tra Samsung e Apple.

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Gli accumulatori di energia, detti anche batterie o pile, sono presenti in molti degli apparati alimentati ad energia elettrica che ci circondano e rendono la nostra vita di tutti i giorni un po' migliore. Autonomia, tempo di ricarica, peso e dimensioni sono i fattori critici per lo sviluppo in applicazioni quali i dispositivi portatili come smartphone, tablet e computer portatili. L'evoluzione degli accumulatori sarà particolarmente importante per la diffusione dell'auto elettrica. Segui tutto questo su iissvolta.it, il portale nominato in onore dell'inventore della batteria, il fisico genovese Alessandro Volta. Buona lettura!

Samsung vs Apple. Quanto dura la batteria del tuo smartphone?

Telefonini, tablet e smartwatch funzionano grazie alle batterie ricaricabili che si esauriscono in un tempo inesorabilmente breve. Lo sappiamo tutti: se un tempo il telefono cellulare durava anche diversi giorni e non si aveva la necessità di ricaricarlo che un paio di volte alla settimana, oggi gli smartphone faticano decisamente ad arrivare a fine giornata senza che non si debba ricorrere ad una fonte di energia alternativa. Questo accade, è vero, per via della grande quantità di batteria che consumano le numerose app che installiamo e usiamo su questi dispositivi; ma è anche vero che se, come abbiamo detto all’inizio, l’evoluzione tecnologica ha fatto passi da gigante praticamente in ogni settore, dalla risoluzione del display a quella della videocamera, fino alla precisione del processore interno, riguardo alle batterie ricaricabili sono stati fatti pochissimi passi in avanti. Ad oggi sembra infatti che i grandi colossi della comunicazione si sfidino soprattutto nel tentativo di mettere a punto sistemi operativi in grado di ottimizzare al massimo la batteria, permettendole di godere di una più lunga durata, anziché cercare di mettere a punto pile più durature e sofisticate. Anzi, le grandi aziende della telefonia sembrano prenderci gusto a sottolineare le pecche degli avversari. Di recente la Samsung, principale concorrente della Apple, ha realizzato un breve spot in cui si mostra come chi possiede un device della mela morsicata sia “affamato” di energia elettrica, e vada quasi costantemente alla ricerca di una presa di corrente. La scarsa efficacia performante delle batterie dei melafonini, d’altro canto, è quasi leggendaria: nonostante questi dispositivi siano estremamente sofisticati peccano in quanto alla capacità della batteria, che per di più non è possibile rimuovere se non smontando il telefono. Dal canto suo, però, la Samsung ha ben poco da ridere: per quanto i suoi smartphone siano dotati di batterie con maggiore capacità è anche vero che a loro volta non possono vantare una durata molto maggiore rispetto ai loro diretti rivali, anche perché il sistema operativo Android è meno efficace nel gestire le risorse di energia. Voci di corridoio dicono che le prossime versioni di iOS e Android lavoreranno proprio nella direzione di usare meno carica energetica possibile, ma la vera svolta si avrebbe solo nel momento in cui fossero create batterie ricaricabili in grado di durare davvero a lungo. Le batterie agli ioni di litio, quelle usate attualmente sui device portatili, non sono evolute che di pochissimo negli ultimi decenni, rimanendo praticamente invariate sin dalla loro prima messa a punto. Non si può dire però che la ricerca sia rimasta inerme, solo che ancora ad oggi non è stato possibile creare un valido sostituto della batteria agli ioni di litio. Le speranze maggiori si ripongono nel grafene, una sostanza che permetterebbe anche di ovviare ai problemi relativi al surriscaldamento delle pile. La Apple invece sembra maggiormente orientata verso le batterie fuel cell, che funzionano con metanolo o idrogeno. C’è infine chi sta cercando semplicemente di migliorare le batterie agli ioni di litio.